Trekking: Dove e Come Farlo in Sicurezza

Con l’ arrivo delle belle giornate chiunque ha voglia di uscire a fare una bella passeggiata. I boschi o le montagne sono tra i luoghi prediletti, in quanto ci proteggono anche dal caldo. Ma andiamo a vedere dove si può praticare trekking e come farlo in tutta sicurezza.

Differenze

Forse non tutti sanno che quando usiamo il termine “trekking” stiamo indicando un’escursione di più giorni. Mentre, se ci riferiamo alla nostra passeggiata in montagna per svago con rientro in giornata, è più opportuno usare il termine “hiking”. A volte possono essere scambiati per sinonimi ma, in realtà, cambia molto sia il tipo di equipaggiamento, che le loro caratteristiche, e lo vedremo tra poco.

Dove

In Italia sei libero di praticare hiking un po’ ovunque, tranne dove è esplicitamente vietato (tramite segnalazione ben visibile). Per quanto riguarda il trekking, se si parla del momento in cui passeggi, valgono le stesse regole dell’ hiking. Per la notte, invece, dovrai sottostare alle regole di campeggio della zona che vai a visitare (le trovi sui siti di ogni rispettivo comune o provincia).

La scelta del luogo per praticare trekking è molto soggettiva; personalmente mi adatto bene in qualsiasi ambiente. Ho attraversato i monti pisani partendo da Pisa e arrivando a Lucca; ho visitato parchi naturali, montagne, zone marine, lagunari; ho percorso 700 km in moto con uno zaino in spalla e un sacco a pelo,  visitando mezza costa italiana. Penso che ogni luogo ha da regalare qualcosa di unico che vale la pena visitare!

Sul sito CAI potrete trovare i luoghi dove praticare trekking in tutta sicurezza, con scale di difficoltà e percorsi segnati per ogni livello; anche per coloro che vogliono iniziare e non hanno una gran resistenza fisica.

Nota:

Ricorda che in Italia è consentito il bivacco notturno (d’ emergenza). Se non dovessi trovare un luogo dove dormire, puoi sempre optare per un bosco o una spiaggia. Puoi dormire nel il tuo sacco a pelo o montando una piccola tenda al tramonto e smontandola all’ alba. Il bivacco non può permanere per più di 24h nel luogo dove l’ hai montato, altrimenti non è più “d’ emergenza”. In ogni caso è assolutamente vietato accendere fuochi, pena multe salate da parte della forestale.

Consigli prima di partire

Prepara il viaggio. Che tu sia un maniaco della previsione o che ti piaccia partire all’ avventura (come me), alcune piccole cose vanno esaminate prima di mettersi in cammino.

Controllare le previsioni meteo è la prima cosa che devi fare, anche se pensi di non avere problemi con la pioggia. È inutile portarsi sulle spalle peso superfluo (se si è in dubbio però, sempre meglio avere qualcosa dietro). Avrai sicuramente una meta, che sia tornare nel luogo di partenza o che sia un’altra, preparati quindi una mappa cartacea (sul sito CAI puoi trovare le mappe dei principali luoghi e percorsi di trekking). I cellulari possono non funzionare, le mappe cartacee non funzionano solo se non le sai leggere.

Assicurati di avere l’ attrezzatura giusta (non auguro a nessuno di ritrovarsi in un’escursione con delle scarpe doloranti). Porta sempre con te un cellulare, NON DECIDI TU QUANDO PERDERTI. A questo proposito ti consiglio di consultare la guida sul Survival, dove spiego alcune regole basilari che ogni buon escursionista dovrebbe conoscere, ma purtroppo non è sempre cosi.

Attrezzatura

Quello che non dovrà mai mancare sarà il nostro kit di emergenza (che abbiamo imparato a costruire in questo articolo); leggero, pratico, da infilare in tasca o nello zaino, dovrà essere sempre a portata di mano. Non costa nulla portarselo sempre dietro, prendetela come abitudine, anche nelle escursioni di un giorno, ripeto: non decidiamo noi quando perderci!

 Dividiamo l’ attrezzatura necessaria in 2 gruppi: quella per hiking e quella per il trekking.

Per quanto riguarda l’ hiking, considerando che il rientro è in giornata, non abbiamo bisogno di sacco a pelo e tenda. Ci basta uno zaino che non ci pesi troppo sulle spalle (non serve superare i 40L);  deve avere dei buoni spallacci e possibilmente uno schienale rigido, in modo che non si afflosci, pesandoci maggiormente sulla schiena; deve essere munito di cuscini, sempre sullo schienale, per permettere il passaggio d’ aria, riducendo la sudorazione. Personalmente preferisco uno zaino con diverse tasche interne, in modo da dividermi l’ attrezzatura, per poterla trovare facilmente all’ occorrenza.

Le scarpe sono assolutamente l’ elemento più importante

Se uno zaino poco tecnico potrà, al limite, essere scomodo da indossare; spendere poco per le scarpe vuol dire andare incontro a vesciche e dolori a fine giornata. I problemi causati da una calzatura sbagliata possono insorgere inizialmente come dolori alle caviglie e ai piedi, ma si estendono facilmente alle ginocchia, anca e schiena. Io uso scarponcini alti anche se ho l’ intenzione di fare hiking perché sono versatili; ne ho un solo paio, COMODO  e  SICURO e le uso sia per le uscite di trekking che per quelle di hiking. Una distinzione la possiamo fare per le uscite invernali e estive, ma il Gore-tex, secondo me, è la soluzione universale: totalmente impermeabile ma traspirante per il piede.

Anche se le vostre uscite sono d’ estate o il meteo non annuncia piogge, io lascerei sempre un po’ di spazio nel mio zaino per una giacca impermeabile mezza stagione ( o perlomeno idrorepellente), che mi consenta di reggere la pioggia e trovare riparo in caso di acquazzoni improvvisi.

Per quanto riguarda il trekking

Le scarpe sono le stesse che ho consigliato per l’ hiking ma, ovviamente, qui l’ importanza che si deve dare alla comodità diventa notevolmente maggiore. Considerate che, con scarpe scomode, i dolori arrivano in poche ore, figuriamoci se dovete affrontare escursioni di più giorni.

Lo zaino da trekking deve avere le stesse caratteristiche di prima, ma stavolta il minimo sindacabile della capienza sono 50L, poiché bisogna inserire diversi cambi e attrezzatura in più.

La scelta del sacco a pelo

È fondamentale ed è relazionata al luogo e al periodo scelto. Il mio consiglio, se avete intenzione di rimanere in territorio italiano, è di prenderne uno che sopporti discretamente bene il freddo. Siamo sempre in tempo a scoprirci se fa troppo caldo o possiamo non chiuderlo del tutto; viceversa, se il nostro sacco a pelo  non è abbastanza caldo, è difficile recuperare una volta  sul posto. Sceglietene uno che, una volta chiuso, non ingombri troppo spazio. Ovviamente la scelta verterà su quelli un po’ più tecnici nel caso in cui vogliate andare sulle Highlands scozzesi o sulle Alpi d’ inverno.

La tenda

La tenda deve rispecchiare le vostre esigenze: se siete da soli, ad esempio, è inutile prendere una tenda a 3 posti poiché disperderà anche maggiormente il calore. Considerate però lo spazio per gli zaini, optate quindi per una tenda con al limite un posto in più. Consiglio la scelta di una con tessuto impermeabile nel caso di improvvise piogge.

Si parte!

Bene, con le dovute conoscenze e tutta l’ attrezzatura a seguito, potete finalmente partire per il vostro viaggio all’ avventura. Consiglio sempre di seguire i percorsi ed evitare fuoripista; se visitate luoghi sconosciuti e siete da soli, tenetevi in contatto costantemente con qualcuno, informandolo di volta in volta dei vostri spostamenti (anche tramite un sms).

Consiglio extra: indossa sempre qualcosa di  ROSSO O ARANCIONE, perché sono colori che in natura non si trovano o si trovano raramente. In questo modo potrete essere facilmente avvistati sia se vi trovate in pericolo, sia dai cacciatori che possono trovarsi in quel luogo ( anche illegalmente); eviterete di essere scambiati per selvaggina(io ho preso la buona abitudine di legarmi una bandana rossa su un braccio).

Qui di seguito trovi i link a tutta l’ attrezzatura che ti ho consigliato in questo articolo:

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