Survival – Surviving – cos’è e dove praticarlo in Italia

Questo piccolo manuale vuole dare delle istruzioni base per quanto riguarda la sopravvivenza, nel caso in cui perdiamo l’ orientamento in ambienti ostili. E’ chiamata “survival” la situazione di reale emergenza nella quale si trova una, o più persone, nel caso in cui perdono l’ orientamento in un luogo a loro sconosciuto. Questa mini guida non vuole presumere di insegnarti questa disciplina, per la quale ci sono corsi formativi pratici sul campo, offerti da associazioni come Sos2012; ma darti le nozioni base per poterti avvicinare al surviving (disciplina che ci fa calare in tutta sicurezza nella situazione di survival in ambienti naturali). Il surviving nasce nel 1983 grazie a Enzo Maolucci.

Forza di Volontà

Per quante conoscenze tu possa avere in merito, non ti potrai mai tirare fuori da una situazione del genere senza uno sforzo mentale considerevole. Buttarsi giù di morale è il primo passo verso il fallimento e quindi la morte. Sono state trovate persone, date per disperse da meno di 48h, con cibo e acqua in tasca, morte a 200m da strade principali; mentre ci sono testimonianze di sopravvissuti, anche nelle condizioni piu estreme, senza nemmeno avere la minima conoscenza tecnica del surviving. Durante il disatro aereo del 13 ottobre 1972, dei 33 sopravvissuti allo schianto del velivolo sulle Ande , solo 2 persone riuscirono a tornare alla civiltà dopo più di 2 mesi trascorsi sulle montagne, arrivando a compiere atti di cannibalismo versi i loro compagni morti. La vicenda è narrata nel film “Alive”).

Priorità

La prima regola da tenere a mente nel survival è la cosiddetta “regola del 3”; dove 3 sta per l’ unità di tempo, in ordine crescente, per ogni obiettivo da considerare in questa situazione. La regola dice che non si può sopravvivere:

  • 3 secondi senza ATTENZIONE;
  • 3 minuti senza RESPIRARE;
  • 3 ore senza FUOCO/RIPARO;
  • 3 giorni senza ACQUA;
  • 3 settimane senza CIBO;
  • 3 mesi senza COMPAGNIA.

Ovviamente il numero 3 serve solo a darci un indicazione generale ed aiuto mnemonico dell’ oridine di importanza, non è assolutamente un dato preciso, ma vanno presi in considerazione diversi fattori. Andiamo quindi ad analizzare i 4 aspetti più importanti, ovvero: fuoco, riparo, acqua e cibo.

Fuoco e/o Riparo

Molti pensano che appena capiamo di esserci persi, sia necessario trovare cibo, costruire trappole per animali, cercare acqua o ricavarla da alberi e foglie tramite complessi procedimenti. Niente di più sbagliato! Tutto questo vi porterà a perdere del tempo prezioso e non dare la giusta importanza alla costruzione di un riparo o l’ accenione di un fuoco.

Guardando la regola dei 3 infatti noteremo che senza un fuoco e/o riparo si sopravvive appena 3 ore! Ebbene si, anche in notti primaverili o autunnali dove le temperature scendono sotto i 15°, passare più di 3 ore senza un riparo o un fuoco può portarvi a ipotermia e, nei casi più gravi, assideramento. Quindi non appena prendiamo coscienza di esserci smarriti, niente panico e prepariamoci ad affrontare la notte li dove siamo. Dopotutto, tutti noi abbiamo passato almeno una notte in campeggio o vicino ad un fuoco durante un picnic, cerchiamo quindi di riprodurre una situazione più simile possibile.

Impieghiamo il tempo a disposizione ( le ore di luce) per cercare legna per il fuoco, possibilmente asciutta; anche i trochi a terra, per quanto possa aver piovuto nei giorni precedenti, al centro sono sempre asciutti. Costruisci un riparo che ti tenga al caldo e assicurati di essere separato dal suolo (che di notte assorbe calore), anche uno strato di tronchi o foglie secche bastano come giaciglio. Le tecniche per accendere un fuoco o costruire ripari sono molteplici e non è compito di questa guida istruirvi a riguardo. Per gli interessati consiglio quindi di seguire un corso PRATICO con Sos2012 lasciando a questa lettura il piacere dell’ informazione.

Acqua

Non appena ci siamo assicurati legna a sufficienza per affrontare la notte e un riparo che ci tengano al caldo, se avanza del tempo possiamo dedicarci alla ricerca dell’ acqua. C’ è da considerare che il riferimento ai 3 giorni è calcolato in situazioni di temperature miti, in un soggetto perfettamente idratato e sano. La perdita di acqua tramite sudore aumenta notevolmente all’ aumentare della temperatura esterna. Nel deserto, ad esempio, i primi sintomi di disidratazione sopraggiungono dopo appena 2 ore.

Come e quanto idratarsi quindi? L’ideale sarebbe poco e costantemente; se doveste trovare un fiume è totalmente inutile, ad esempio, bere fino a sentirsi la vescica piena, poiché il nostro corpo è in grado di assimilare 1/2 litro di acqua ogni ora. Quello che beviamo in più viene espulso tramite urine; sarebbe meglio quindi riuscire a conservare l’ acqua in eccesso, in una bottiglia o borsa per tenerla come scorta.

Cibo

La ricerca del cibo è l’ ultimo dei nostri problemi: come enunciato dalla regola del 3, ci vogliono 3 settimane prima di morire di fame. Se doveste perdervi in un bosco o montagna in Italia, in meno di 3 giorni di cammino in qualsiasi direzione vi porterà incontro a civiltà, e quindi alla salvezza. Ricordiamo che in Italia è vietata la costruzione di trappole di qualsiasi genere poiché considerate come bracconaggio anche se si sta facendo surviving; l’ unica eccezione viene fatta per i casi reali di survival dove, una volta ritrovati, si riesce a dimostrare di essersi realmente persi (cellulare scarico, senza mappa, lontano da casa) in questo caso vi è consentito TUTTO purché riusciate a sopravvivere.

Quindi, finchè si pratica surviving dovete sottostare alle norme del luogo dove vi recate (divieto o meno di accendere fuochi, divieto o meno di pesca, raccogliere frutti o erbe, divieto di costruire trappole); ma dal momento in cui vi perdete davvero ( e potete quindi dimostrarlo) vi è consentito fare qualsiasi cosa affinché possiate tornare vivi a casa.

A Chi Affidarsi Tra Mille Corsi Diversi?

Ho già citato l’ associazione Sos2012 in quanto ho avuto il piacere di effettuare il corso di primo livello con loro. Ci sono tornato una seconda volta per testare le capacità apprese. Ho avuto la possibilità di mettermi alla prova con solo un acciarino e un coltello in tasca. È un’esperienza a dir poco unica e fantastica che, a mio parere, tutti dovremmo provare almeno una volta nella vita!

In Italia ci sono tantissime associazioni, ti fanno pagare 200 euro un corso, per poi farti dormire in tenda o viene fatto con poca professionalità. Sos2012 invece, oltre a garantirti istruttori preparati e formati, ti metterà alla prova, facendoti vivere in pieno una situazione molto vicina alla realtà! Dovrai cavartela avendo a disposizione solo pochi elementi; imparerai diverse tecniche e a costruirti un kit d’ emergenza da portare sempre con te. Il tutto sarà alternato da lezioni teoriche e pratiche sul campo e dalla presenza costante degli insegnanti che vi garantiranno ogni tipo di sicurezza. Non mancheranno ovviamente le sorprese!

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