Costruire un Kit di Emergenza – Survival

Nell’ articolo Survival- cos’è e dove praticarlo in italia ho parlato delle conoscenze che deve avere una persona che si approccia al mondo del survival e al surviving in Italia. In questo articolo, invece, andremo ad analizzare l’ attrezzatura che non dovrà mai mancare nelle tue tasche. Ti darò indicazioni su come costruire il kit di emergenza da portare sempre con te nelle uscite di trekking, anche in una comune passeggiata in montagna (non sempre scegli quando perderti).

Il mio consiglio è di non prendere un “kit già pronto”, poiché il kit è qualcosa di strettamente personale e puoi costruirlo anche tu stesso.

Qui di seguito ti darò alcune indicazioni su cosa non dovrà mai mancare nel tuo kit.

Il Coltello

È un elemento fondamentale che personalmente porto sempre dietro anche nelle più banali passeggiate in montagna, nelle uscite di snorkeling o nelle escursioni nei boschi. Non dovrà mai mancare perché è l’ unico oggetto del kit di emergenza che non trovi in natura. Mentre se non hai un acciarino, in qualche modo un fuoco lo accendi lo stesso; se non hai un paracord, si riesce a ricavare cordame da erbe e liane; un coltello non lo ricavi da nulla!

I Neanderthal avevano imparato a riconoscere la pietra selce e a lavorarla, in modo da  renderla affilata come lame. Ma ci sono voluti migliaia di anni di evoluzione, esperienza, pratica e un colpo di fortuna per trovare le pietre giuste; nel caso ti perdi non hai tutto questo tempo!

Quale coltello è il migliore per un ambiente boschivo?

Non tutti i coltelli sono uguali, a partire dalla loro forma, il tipo di acciaio, il manico, l’ angolo della lama ecc.

Un coltello per emergenze innanzitutto deve essere un coltello che non si spezzi o non si scheggi, quindi sono privilegiati quelli costruiti con un acciaio più dolce, con un basso tenore di carbonio; ma ti serve anche che sia ben affilato e che non perda facilmente il filo. Un acciaio troppo dolce dovrà essere affilato spesso a causa della sua scarsa durezza.

Uno degli acciai con un ottimo compromesso di carbonio è il 440C. Questo acciaio possiede anche un ottima percentuale di cromo che lo rende INOX, caratteristica importante per una lama che deve essere usata in caso di emergenza (es. sotto la pioggia o sopportare il guado di un torrente). Come primo coltello sceglierei definitivamente uno costruito con questo tipo di acciaio: è economico e molto performante.

Per chi è disposto a spendere qualcosina in più invece, vi rivelo la scelta che ho fatto io: coltello in acciaio D2 con manico in G10; lama con profilo ondulato con variazione della sezione del filo (vicino il manico è dritto – consente di sfilettare es. ripulire un ramo dalla corteccia – e corrisponde sul dorso del coltello ad una parte piatta per favorire l’ appoggio del pollice nell’ azione); per poi avere un profilo “a botte” andando verso la punta (consente di effettuare tecniche come il chopping e batoning). Sul dorso presenta una lama seghettata per facilitare il taglio di cordame fibroso. Dopo diversi anni di esperienza e prove fatte con diversi tipi di coltelli e acciai, ho deciso di forgiarmene uno da solo.

La Mia Scelta

Questa foto risale a quando era ancora da rifinire, ma il risultato finale cambia poco (ho solo aggiunto il manico in G10 di colore verde militare). La scelta di forgiarlo da me è stata fatta per diversi motivi: potevo decidere la forma; il costo era notevolmente ridotto e ho scelto io la lavorazione (ovviamente bisogna disporre di conoscenze, esperienza e attrezzatura). Di coltelli cosi ne se trovano tranquillamente anche in commercio, come ad esempio questo—-> coltello survival

Acciarino

L’ acciarino è il secondo elemento nella scala di importanza. Sebbene esistano diverse tecniche per l’ accensione di un fuoco, portarsi dietro un acciarino non costa nulla, è leggerissimo e ormai si trovano a prezzi decisamente accettabili in commercio. Io l’ ho legato a mezzo metro di paracord e lo indosso come collana, durante le escursioni.

Paracord

Altro elemento fondamentale è il paracord. Una corda apparentemente normale, ma che al suo interno ha 7 filamenti ognuno dei quali è in grado di reggere diversi kg, per un totale di circa 250 kg. Molto utile per costruire un riparo d’ emergenza e tanto tanto altro; si trovano a forma di braccialetto già intrecciati con bussola incorporata o puoi anche imparare a farlo da solo (trovi diversi video su YouTube).

Intrecciando il paracord puoi costruire anche una piccola sacca, dove appunto andrai a mettere tutto il tuo kit d’ emergenza e, con l’ utilizzo di un moschettone, potrai tenerlo sempre a portata di mano agganciandolo alla cintura.

Telo Termico

Questo telo è costruito in un materiale particolare che aiuta a mantenerci al caldo durante la notte; se ripiegato a dovere occupa pochissimo spazio. Può essere infilato tranquillamente in tasca.

Sega a filo

È un piccolo pezzo di fil di ferro intrecciato con fili sempre più sottili che esercita un azione abrasiva su tronchi, consentendoci ti tagliare alberi anche del diametro di 10-15 cm in pochi minuti e con il minimo sforzo. Se arrotolata, non ci accorgiamo nemmeno di averla nel nostro kit di emergenza.

Kit medico

Avere sempre con se un kit medico non è un optional. È molto facile che in natura  un banale graffietto degeneri in una brutta infezione; trattare subito le ferite, disinfettandole e proteggerle con cerotti o garze, diventa fondamentale per sopravvivere!

Telo da pittore

Di certo non vi servirà a dipingere nel bosco. Il telo da pittore è impermeabile e sottilissimo, il che vuol dire che, ripiegato, occupa pochissimo spazio. Lo utilizzeremo quando saremo riusciti a costruire il nostro riparo di emergenza; lo posizioneremo sia sopra di esso ( tenendolo stabile con rami e sassi evitando che svolazzi), per proteggere il nostro riparo dalle piogge, sia per terra, per isolarci da un eventuale terreno bagnato durante la notte.

Bandana rossa / arancione

Il colore rosso o arancione non si trova facilmente in natura, per questo consiglio di indossare SEMPRE un indumento rosso, o nel caso una bandana. Questo ha un duplice vantaggio: sarete avvistati con più facilità se qualcuno vi cerca (immaginate di sventolare una bandana verde in un bosco); non verrete scambiati per selvaggina da eventuali cacciatori (anche illegali ) che si trovano in zona. Avere una bandana inoltre può aiutarvi a coprire ferite, filtrare l’ acqua, legare qualcosa ecc. Io ho l’ abitudine di indossare nelle mie escursioni di trekking una bandana rossa legata al braccio – come in foto: non pesa, non da fastidio ed è sempre visibile!

Conclusioni

Come ho accennato all’ inizio, la scelta dell’ attrezzatura supplementare è molto soggettiva. Ci sono elementi, come specchi di segnalazione, fiammiferi anti-acqua, lacci emostatici ecc, che diversi escursionisti mettono nei loro kit di emergenza. Noi conosciamo le nostre capacità, e sappiamo cosa possiamo o non possiamo ricavare dalla natura, tutto il resto bisogna averlo nel kit. Il trucco sta nel chiedersi di cosa avremmo bisogno in una situazione di reale emergenza per costruire un riparo, fuoco, segnalazione, acqua e prendere solo lo stretto necessario, portandoci dietro meno peso possibile. Consiglio a tutti di seguire un corso con Sos2012 e mettersi alla prova. Non puoi prevedere come reagirai in una situazione reale, finché non ti ci trovi!

Qui ci sono i link all’ attrezzatura consigliata in questo articolo:

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