Problem Solving

Molte palestre e associazioni hanno la necessità di generare “giovani campioni” per avere più notorietà a livello regionale, più visibilità su giornali ecc. In questo modo però trascurano la capacità che hanno i bambini di adattarsi plasticamente alle diverse situazioni; rendendoli delle macchine apparentemente perfette (ricordiamo che i bambini hanno una capacità di imitazione naturalmente elevata). Il problema è che quel gesto tecnico deriva da un alto numero di ripetizioni “inconsce”; frutto di continue correzioni passive che subisce l’ allievo su diretta manipolazione dell’ insegnante. In realtà bisognerebbe spronare il bambino alla risoluzione del problema DA SOLO e allenare la sua capacità di “problem solving”.

(L’ insegnamento ai bambini prevede un approccio totalmente diverso da una classe di adolescenti o adulti.)

In questo modo sarà capace, una volta adulto, di contestualizzare, adattare e modificare secondo necessità il gesto appreso; poiché lo ha interiorizzato e compreso da solo. Rrisulterà più difficile invece, per un soggetto che lo ha appreso tramite imitazione o esecuzione passiva, adattare il gesto appreso in una situazione diversa dal consueto.

Esistono molti giochi strutturati e creati specificatamente per migliorare questa capacità; la difficoltà per l’insegnante sta nel riuscire ad entrare in questo tipo di metodica quotidianamente. Per far capire il concetto utilizziamo un gesto semplice; facciamo un esempio pratico prendendo in esame l’ insegnamento della capovolta in avanti (comunemente conosciuta come “capriola”).

Metodo di apprendimento passivo:

1 – L’ insegnante la mostra

2A – L’ allievo osserva e ha una spiccata dote imitativa—-> la esegue correttamente o quasi

2B – L’allievo non riesce ad eseguirla

Quindi l’ insegnante gli fa poggiare le mani a terra, mette una mano sulla nuca, una sulle cosce e lo spinge per farlo rotolare. In poco tempo l’ allievo “B” prende familiarità con il gesto e pian piano sarà in grado di eseguirlo da solo.

In entrambi i casi gli allievi sapranno fare una capovolta in avanti in maniera inconscia: il primo grazie ai neuroni specchio, il secondo tramite la ripetizione passiva della stessa. Cosa comporta questo? A livello visivo quasi nulla, sapranno entrambi fare una bella capovolta; ma se dovessero esserci varianti (inclinazione del terreno, differente piano di appoggio, trasformazione del gesto in fase aerea “front flip”) i bambini avranno più difficoltà a trasformare ed adattare il gesto appena appreso, perché non deriva da una loro diretta sperimentazione ed elaborazione.; cosa che invece avviene con disinvoltura se il bambino ha imparato il gesto tramite un metodo di apprendimento attivo.

Metodo di apprendimento attivo

1 – Si eseguono gesti propedeutici (es. andatura a lepre –insegna a “chiudersi”; dondolare a  tartaruga -insegna a rotolare sulla schiena; candela – la sensazione di stare sotto sopra)

2 – Quando gli allievi eseguono i gesti propedeutici con disinvoltura, si passa all’ esecuzione della capovolta. Si dice al bambino di poggiare le mani a terra MA NON LA TESTA, di guardarsi i piedi (favorisce l’ inclinazione del capo in basso evitando di puntarlo sul pavimento) e gli si posiziona una mano SULLE PIANTE DEI PIEDI. In questo modo il bambino trova il modo DA SOLO di effettuare la capovolta; capendo che deve spingersi con i piedi per darsi lo slancio giusto. La vostra mano serve per dargli un appoggio supplementare oltre all’ attrito del terreno (e all’ inizio una spintarella in più se ne avesse bisogno).

3-  INFINE, solo dopo che il bimbo ha eseguito la capovolta, anche se non benissimo, l’ insegnante la mostra. Questo serve per spronare bimbo ad un autocorrezione del gesto, grazie all’ utilizzo delle sue capacità imitative dei neuroni specchio.

Questo metodo, conosciuto come “problem solving”, richiede più tempo e lavoro per l’ insegnante che deve studiare a tavolino l’ esercizio; lo spezzetta in movimenti propedeutici e quindi troverà il modo di far arrivare l’ allievo ad eseguire il gesto, o “arrivare alla soluzione del problema”; senza che lui faccia vedere nulla.

Di certo l’ insegnamento tramite l’ imitazione è quello più semplice e rapido per un insegnante che si approccia ad una classe di bambini; poiché richiede meno tempo per ottenere risultati a breve termine, diventa (purtroppo) il metodo più usato. Viceversa, il processo di apprendimento “problem solving” è molto più lungo e complesso, ma offre una potenzialità di risultati a lungo termine notevolmente più elevata.

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