La Rapidità (Capacità Condizionali)

Molti testi riportano la rapidità e la velocità come sinonimi. In realtà rappresentano due concetti diversi:

La rapidità è la capacità di raggiungere la massima velocità nel più breve tempo possibile, e si riferisce allo spostamento dell’ intero corpo o parti di esso (“quel ragazzo è rapido nei cambi di direzione”, “è rapido di braccia/di gambe”);

-la velocità invece è determinata fisicamente come:  lo spostamento in uno spazio ben determinato fratto il tempo impiegato. Generalmente fa riferimento all’ intero corpo.

Se ad esempio parliamo di corsa e abbiamo due atleti: Marco, che raggiunge in 4 secondi, una velocità massima di 40 km/h, e Luca, che raggiunge in 3 secondi, una velocità massima di 35km/h. Possiamo dire che Marco è meno rapido di Luca, ma più veloce.  Invece Luca è più rapido di Marco ma meno veloce.

I fattori che influenzano la rapidità sono molteplici, per la maggior parte genetici, poiché i più influenti sono sicuramente l’ alta presenza di fibre veloci nei muscoli e un’elevata innervazione di quest’ultimi. Poi ovviamente concorrono anche l’ età, il sesso, coordinazione inter e intra-muscolare, elasticità muscolare e tendinea.

Compresa questa differenza, andiamo a vedere come classificare la rapidità:

-rapidità di reazione:

è una capacità prevalentemente nervosa che ha l’ atleta di riuscire a reagire ad uno stimolo nel più breve tempo possibile;

-rapidità aciclica:

è quel tipo di rapidità che ci consente di eseguire un singolo gesto in maniera rapidissima.
È tipica dei karateka, che devono riuscire a mettere a segno un pugno o calcio alla volta; o di discipline dell’ atletica leggera come il lancio del giavellotto;

-rapidità ciclica:

è quel tipo di rapidità che caratterizza un gesto singolo ripetuto più volte consecutivamente. Tipica della corsa su distanze brevi, dei pugni a catena del wing tsun, dello skip sul posto.

Quando si parla di rapidità, quindi, ci stiamo riferendo ad esercizi con tempi di esecuzione molto brevi.

Questa capacità condizionale è caratterizzata dall’ utilizzo del metabolismo anaerobico alattacido, che utilizza come substrato energetico le riserve di fosfocreatina  (o creatinfosfato) e ATP (adenosin tri fosfato) presenti nei muscoli e subito utilizzabili. Queste riserve, però, finiscono in 7-8 secondi, dopodiché entrano in gioco altri meccanismi.  Per questo l’espressione massima della rapidità e della velocità è rappresentata, a mio parere, dalla disciplina dei 100 metri piani: una gara che ad altissimi livelli si svolge in 9-10 secondi e nella quale la rapidità, espressa nella partenza e nel raggiungimento della massima velocità, ha un ruolo determinante ai fini della competizione.

La rapidità inizia a svilupparsi ben presto nel bambino, che già a 6-7 anni raggiunge un ottimo livello di sensibilità all’ allenamento. Si può allenare senza sovraccarichi; un adattamento muscolare  a questo tipo di capacità è da prediligere per le fasce giovanili, perché potrà essere utile in molte discipline in futuro.

Le Capacità Condizionali

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