COVID E SPORT

A distanza di un anno dall’inizio di questa pandemia causata dal COVID -19, le palestre sono tutt’ ora chiuse e vediamo ancora incerto il futuro dello sport in Italia. I risultati di questo anno di stop potrebbero essere drastici alla prossima riapertura.  Un assaggio l’abbiamo avuto questa estate quando, al primo accenno della ripresa di alcune attività sportive,  c’è stato un altissimo tasso di infortuni di atleti ad alto livello.

PERCHE’ COSI TANTI INFORTUNI NELLO SPORT?

Questo, nella maggior parte dei casi, è causato dal fatto che le nostre capacità coordinative spesso  ci mettono molto più tempo ad “essere dimenticate”, a discapito di quelle condizionali che, invece, già con poche settimane di stop, perdono la loro performance iniziale. Basti pensare che, chiunque affermi di non toccare una bicicletta da più di un anno, se si rimettesse in sella, saprà mantenere l’equilibro senza problemi.  Mentre, per un Bodybuilder non toccare pesi per  un anno vuol dire perdere tutto l’ allenamento costruito i 12 mesi precedenti.

Prendendo come esempio il calcio nel mondo dello sport.

Se un calciatore subisce un anno di stop causa covid, il suo corpo “ricorderà” il grado di allungamento della gamba prima di calciare, la forza e la velocità impressa al pallone per farlo arrivare ad una determinata distanza. Quindi sarà ancora in grado di eseguire discretamente il gesto tecnico; le strutture muscolo-scheletriche,  invece, non riusciranno a supportare l’ allungamento, lo sforzo e la velocità del gesto eseguito, rischiando così di causare seri danni come stiramenti, lussazioni, contratture.

COME EVITARE QUESTO PROBLEMA?

Non esistono trucchi o scorciatoie nell’ allenamento, purtroppo. Costanza, pazienza e perseveranza sono 3 virtù fondamentali nello Sport.

Anche se avete ceduto all’ ozio e alla pigrizia in questi mesi, niente paura, tutto è recuperabile, basta saperlo fare per  gradi.

Innanzitutto,  prendetevi alcune settimane (almeno 3- 4) per riprendere forma fisica con esercizi preferibilmente a corpo libero (che non sovraccarichino le articolazioni). Cercate di coinvolgere in ogni seduta di allenamento quanti più gruppi muscolari. Iniziate con movimenti semplici e lineari per passare gradualmente a combinazioni motorie complesse, che magari emulino il vostro gesto atletico usuale.

L’obiettivo è quello di arrivare gradualmente ad almeno 3 sedute di allenamento a settimana, in relazione al vostro grado di esigenze (agonista o semplice amatore). Potrete in seguito concentrare in ogni seduta di allenamento gruppi muscolari specifici per il proprio sport, alternandoli durante la settimana.

Poco alla volta passeremo ad esercizi che coinvolgono maggiormente le articolazioni con angoli più ampi, combinazioni più complesse, magari con carichi via via crescenti fino ad arrivare ad eseguire il gesto tecnico completo.

ESEMPIO

Prendiamo un karateka amatore, che è stato fermo per diversi mesi.

Le prime settimane di sport saranno indirizzate alla ricerca di una forma fisica adatta a supportare i carichi di lavoro pre-covid; un focus particolare andrà fatto per metabolismo anaerobico lattacido. L’allenamento sarà composto dall’esecuzione di gesti semplici come piegamenti, addominali, squat (o mezzo squat)  abbinati a movimenti isometrici per le gambe (che aiuteranno a mantenere a lungo le classiche posizioni dell’ arte marziale).

Passeremo in un secondo momento ad emulare i gesti tecnici (pugni, parate, calci) a velocità non eccessive (le nostre articolazioni potrebbero ancora non supportare i nostri vecchi schemi). Aumenteremo quindi gradualmente la velocità di esecuzione, la contrazione istantanea e l’ allungamento degli arti (soprattutto nei calci). Eseguire un intero katà al massimo delle nostre capacità, dopo pochi mesi di stop, potrebbe causarci non pochi danni e stress fisici totalmente inutili. Come se un calciatore, che è stato fermo per un anno, ritornasse direttamente in campo per sostenere una partita da 90 minuti, senza riscaldamento e provasse a scattare, saltare, calciare e magari eseguire una bella rovesciata. Di sicuro il suo metabolismo lo frenerebbe già al primo allungo, ma rischierebbe inoltre i danni sopracitati, come stiramenti o contratture, se non di peggio.

CONSIGLI FINALI

Impara ad “ascoltare” il tuo corpo, quando necessita di più riposo, o quando la seduta di allenamento non è stata sufficiente e modula quella successiva in base ai feedback.  Voler strafare, cosi come cedere alla pigrizia, oltre che essere dannoso, non ci aiuterà di certo a migliorare giorno dopo giorno.

Soprattutto all’ inizio farsi seguire da un Personal Trainer è la scelta più saggia che possiate fare. Grazie alla sua esperienza saprà assegnarvi un giusto carico di lavoro, aumentandolo gradualmente in base alle vostre esigenze. Inoltre, confidando ad una persona esperta le vostre sensazioni dopo ogni seduta, basandovi sui suoi consigli, potrete pian piano imparare a gestire il vostro allenamento.

LIBRO CONSIGLIATO PER UN ALLENAMENTO OTTIMALE ———-> ALLENAMENTO A CORPO LIBERO

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