Cintura Nera: Come Ottenerla

Questo è uno degli argomenti che mi sta più a cuore. Dopo 15 anni di arti marziali, 2 cinture nere e una terza che sta per arrivare, in 3 discipline diverse; ho deciso di esaminare le capacità ed esperienze che mi hanno portato ad ottenere la fatidica “CINTURA NERA”, e cosa si cela dietro di essa.

Se pensi che la strada sia semplice o che bastano pochi mesi o un paio di anni, fai prima ad andare in qualsiasi negozio sportivo e con 5 euro te la porti a casa. Non che sia un’impresa impossibile, anzi, con il dovuto impegno, costanza e dedizione, chiunque, e dico veramente chiunque, ha la possibilità di cingerla ai fianchi. A differenza di sport come il calcio, ad esempio, dove uno su diecimila arriva al successo (e a volte non dipende nemmeno dal tuo talento); nel karate, nel judo, nel kung fu, nelle arti marziali dipende solo da te!

Prerequisiti

Non hai bisogno di nessun prerequisito per arrivare a questo obiettivo. Le arti marziali sono discipline che si praticano tutta la vita; che tu abbia 6 anni o 60 poco importa, non è mai troppo tardi per cominciare, certo è che prima inizi e meglio è. Io ho iniziato all’ età di 10 anni con il karate (che tutt’ora pratico con dedizione); prima dei quali avevo frequentato un po’ di nuoto e qualche corso di ginnastica per bambini, ma nulla di più.

Trova un buon Dojo

Il “Dojo” è il termine giapponese che indica il luogo dove si praticano le arti marziali, letteralmente significa “Luogo dove si pratica la Via”, dove per “Via” (Do) si intende la via metaforica che percorre ogni artista marziale per arrivare alla sua perfezione tecnica e spirituale.

Trovare un buon Dojo non è affatto semplice, soprattutto in Italia, a causa della sua burocrazia sportiva (ne parlo nello specifico in questo articolo). Mi limito a dirti di affidarti a ASD, o corsi sportivi riconosciuti dal CONI. Se poi la tua intenzione è quella di partecipare anche a gare il discorso cambia: non basta il semplice “riconoscimento” del CONI; in questo caso hai la necessità di essere iscritto ad una federazione sportiva nazionale, leggi l’ articolo per saperne di più.

Un ASD riconosciuta dal Coni ti garantisce un insegnante formato, con alle spalle ore ed ore di corsi di formazione per l’ insegnamento. Tuttavia, non necessariamente può voler dire che sia un buon insegnante, o che sia affine al tuo modo di pensare. Ricordiamoci che stiamo parlando sempre di “ARTE marziale” e in quanto tale è soggetta anche al gusto ed interpretazione personale. Il consiglio che vi do è di sperimentare, provare, vi bastano pochi minuti per capire se avete feeling con il maestro.

La mia fortuna è stata quella di trovare un ottimo maestro, con il quale sono rimasto per  9 anni, fin quando ho dovuto lasciare il mio paese per motivi di studio. La sua grande preparazione, sia tecnica che teorica di quest’arte, mi ha accompagnato per tutti quegli anni, trasmettendomi una passione immensa per questa disciplina, fino a spingermi a diventare io stesso insegnante.

Ascolta attentamente

Le arti marziali si distinguono da una qualsiasi rissa per strada grazie alla tecnica e allo studio della disciplina. La tecnica si apprende, oltre che attraverso un duro e costante allenamento,  soprattutto ascoltando ed assimilando la teorica che c’ è dietro; se non si capisce il significato di alcune tecniche, diventano gesti vuoti, come il “dai la cera, togli la cera”. Non dimenticare mai le spiegazioni del maestro, a volte anche un suo commento può svelarti un intero mistero che si cela dietro una tecnica; capire quel concetto può fare la differenza tra una perfetta esecuzione o una mediocre.

A volte non sei semplicemente “pronto” per capire, memorizza lo stesso, quando avrai accumulato esperienza e un maggiore bagaglio tecnico, magari riuscirai a comprendere. Tutt’oggi, mentre ripasso e studio le tecniche di base, a volte vengo colto da ricordi dei suggerimenti che mi dava il maestro  nei miei primi anni di pratica, che magari li per li non capivo, ma ora si rivelano notevolmente preziosi.

Allenati con costanza

La costanza è un elemento fondamentale per qualsiasi disciplina, e le arti marziali non fanno eccezione.

Il corpo ha un ottima memoria gestuale è vero, ma la continua ricerca della perfezione tecnica, che si aspetta da una cintura nera, richiede anni e anni di pratica continua. E non dimenticare mai le basi! Anche quando sarai cintura blu o marrone, (prossimo alla nera)ogni tanto, anche da solo a casa, ripassa i programmi e le tecniche delle cinture più basse. Vanno praticate con costanza anche cose che pensiamo  di aver già assimilato, nulla rimane per sempre se non viene rispolverato ogni tanto.

Quando ho dovuto cambiare città, ho interrotto la pratica del karate per un anno e mezzo (mi allenavo saltuariamente da solo per non perdere la velocità e la tecnica ma, ovviamente, non era nulla in confronto ad un allenamento vero e proprio); mi ci è voluto un anno intero di allenamento intenso per tornare alla situazione precedente lo stop.

Concentrati su una sola arte marziale

All’inizio ho detto di avere 2 cinture nere, è vero:  attualmente pratico Karate, Wing Tsung e Iaido. Prima di avvicinarmi al Wing Tsun,però, ho aspettato 9 anni, praticando continuamente solo karate; dopo altri 4 anni di Wing Tsun e 13 di karate ho iniziato anche Iaido. Questo mi ha consentito di praticare e assimilare i principi di ogni singola disciplina, concentrandomi esclusivamente su di essa.

Dopo 9 anni nessuno poteva togliere dalle mie braccia e dalle mie gambe le tecniche del karate (continuandone ovviamente la pratica), quindi ho potuto affiancare una disciplina come il Wing Tsun, che ha principi e modi di combattere totalmente opposti alla prima. Se un neofita (e per neofita nelle arti marziali si intende sotto i 4-5 anni di pratica) decide di intraprendere due arti marziali diverse contemporaneamente, il risultato sarà semplicemente quello di fare confusione non imparando bene né l’ una né l’ altra.

Se avrai pazienza invece, e tanta dedizione, potrai con il tempo affiancare due arti diverse senza rischiare di fare confusione. Guardando ora alle scelte fatte, devo ammettere che sono stato fortunato a scegliere il karate come prima disciplina, perché è una delle poche arti marziali veramente completa; mi ha dato un ottima base per poter poi affrontare le altre che seguo attualmente. 

La profondità di pratica

È un concetto complesso (dedicato a chi ha già un po’ di esperienza) al quale servirebbe un libro intero, ma è talmente importante che non posso evitare di menzionarlo; cercherò quindi di essere sintetico.

Ripetere milioni di volte la tecnica è utile è vero, l’ ho fatto anche io e lo faccio tutt’ ora; serve al fisico per allenarsi, serve al corpo per percepirla e capirne gli errori, serve alla mente per ricordarla. Ma la pratica senza coscienza trasforma la tecnica in un gesto vuoto. Cosa voglio dire? Che se io mi metto nella mia saletta e ripeto 100 volte un tecnica solo per il gusto di dire “l’ ho ripetuta 100 volte quindi sono apposto, ora la so benissimo”, in realtà mi sono fatto solo una bella sudata. La ripetizione continua deve essere fatta sotto un costante controllo della propriocezione della tecnica eseguita; con un costante controllo mentale e fisico di quello che si sta facendo, cercando di cogliere anche il più piccolo errore.

Una volta, in uno stage al quale ho avuto la fortuna di partecipare, un grande maestro 7°dan disse una frase semplice, ma che racchiudeva in sé tutta l’ essenza di questo argomento: “practice to change” (praticare per cambiare). Cambiare in senso positivo ovviamente, non si punta a snaturare la tecnica ma al contrario si parte dalla convinzione che la perfezione, per quanto possiamo ricercarla, non la raggiungeremo mai. Quindi, ogni volta che si pratica bisogna sempre sottoporsi ad esame, andare a ricercare l’ errore per poterlo eliminare e quindi cambiare il nostro modo di praticare.

Sei arrivato a cintura nera? Bene qui inizia il vero cammino

Hai seguito tutti i miei consigli e dopo diversi anni hai ottenuto finalmente la tanto desiderata cintura nera, TI FACCIO I MIEI COMPLIMENTI! Ma non credere che sia finita qui.

Ho letto in giro di persone che hanno preso la loro cintura nera 1°Dan, e hanno aperto la loro palestra autoproclamandosi maestri (ebbene si anche questa è una realtà italiana; per questo all’ inizio dell’ articolo ti ho messo in guardia). E pensare che io, dopo 7 anni di dura pratica, presi finalmente il mio 1° Dan, tornai in palestra il giorno dopo sfoggiando la mia nuova cintura nera legata ai fianchi, contento come non mai; il maestro mi guardò e accennando un sorriso mi disse “Bene Kevin, adesso sei una cintura nera, ora iniziamo a fare veramente karate”; non dimenticherò mai quel giorno.

Sappi che nella maggior parte delle arti marziali i gradi DAN (i livelli della cintura nera) sono circa 10; per passare da un DAN all’ altro ci vuole un numero di ANNI  sempre crescente.

Quindi se sei appena arrivato alla cintura nera, il tuo “Do” (percorso, via) è appena iniziato!

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