Blocchi Atrioventricolari

I blocchi atrioventricolari sono patologie che colpiscono il sistema di conduzione cardiaco e sono caratterizzati da un ritardo o da un’interruzione della trasmissione dell’impulso elettrico. Prima di spiegarne le caratteristiche, è bene fare un breve  ripasso sul normale funzionamento del sistema elettrico del cuore.

L’ impulso viene generato dal nodo senoatriale, che si trova nell’ atrio destro, e  passa attraverso fasci di tessuto specifico facendo contrarre gli atri, giunge quindi nel nodo atrioventricolare (che si trova tra atri e ventricoli). Quest’ultimo ha il compito di rallentare il segnale ricevuto, per dare il tempo al sangue di fluire correttamente nei ventricoli. Così facendo, l’impulso si diffonde con un ritardo di circa 0,2 secondi ai ventricoli che, contraendosi , pomperanno il sangue al resto del corpo.

Quello che si vede su un elettrocardiogramma è la rappresentazione di queste ondi di depolarizzazione:

  • onda p: depolarizzazione (contrazione) degli atri
  • tratto p-r: ritardo generato dal nodo senoatriale
  • complesso QRS: depolarizzazione (contrazione )dei ventricoli
  • onda t: ripolarizzazione dei ventricoli

BLOCCHI ATRIOVENTRICOLARI DI  I GRADO

Il Blocco atrioventricolare di I grado, più che un blocco, è un maggiore ritardo dell’ impulso trasmesso dal nodo atrioventricolare. Quindi, sull’ ECG si traduce con un tratto p-r più lungo di 0,2 secondi;  in questo caso ogni onda p è sempre seguita da un complesso QRS anche se con ritardo maggiore. Non comporta gravi conseguenze, anzi a volte è fisiologico negli sportivi. È motivo di accertamenti qualora fosse scaturito da farmaci o il soggetto sia affetto da cardiopatia.

blocco atrioventricolare I grado

BLOCCHI ATRIOVENTRICOLARI DI II GRADO

In questo caso si fa una distinzione tra II grado tipo “A” e di tipo “B”.

Nel blocco atrioventricolare di II grado “A” si nota un graduale allungamento del tratto p-r, fino a quando il complesso QRS non viene trascritto sull’ECG (il che vuol dire mancata contrazione ventricolare, quindi mancato passaggio dell’ impulso elettrico ai ventricoli). Dopodiché il battito riparte normalmente generando di nuovo un progressivo aumento del periodo p-r.

Questo comincia ad essere un vero e proprio “blocco” della trasmissione dell’ impulso, in quanto si vede (a differenza di quelle di I grado) la presenza di un onda p non condotta.

Anche questo blocco a volte può essere fisiologico negli atleti ma, se si accompagna ad altre sintomatologie, si interviene con impianto di pacemaker.

blocco atrioventricolare II grado A

In quello di tipo “B”, invece, non abbiamo nessun tipo di “avviso” prima di un blocco, ed è proprio questo che lo rende più pericoloso. Gli intervalli p-r risultano normali per la maggior parte, ma improvvisamente si notano onde p non trasmesse, e quindi non seguite da complessi QRS. In questo caso siamo sempre davanti a un caso patologico e va trattato con impianto di pacemaker nella maggior parte dei casi.

blocco atrioventricolare II grado B

BLOCCHI ATRIOVENTRICOLARI DI III GRADO

Qui siamo nel caso più grave di questa patologia, dove il nodo atrioventricolare ha totalmente perso la sua funzione di trasmettere l’impulso. Questo genera una risposta fisiologica dei ventricoli, che cominciano a contrarsi autonomamente pur di “sopravvivere”. Queste contrazioni però NON sono coordinate con gli impulsi del nodo senoatriale:  quindi avremo contrazioni degli atri indotte dal normale impulso generato dal nodo senoatriale, alternate (in maniera totalmente scoordinata) a contrazioni dei ventricoli. Sull’ ECG leggeremo quindi periodi p-r che variano di continuo, e dei complessi QRS che non seguono onde p.  La peculiarità sta nel fatto che i ventricoli, quando sono costretti a contrarsi autonomamente, lo fanno ad intervalli scanditi; quindi avremo sul tracciato i complessi QRS sempre alla stessa distanza.

Anche in questo caso, nella quasi totalità dei pazienti, si interviene impiantando un pacemaker.

blocco atrioventricolare III grado

Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *