Allenamento Eccessivo e Superallenamento

L’allenamento eccessivo non è una cosa che colpisce solo coloro che, per diversi motivi, sono andati incontro al superallenamento. Può sembrare un allenamento da Supersayan, ma in realtà, è una condizione per niente positiva, come vedremo tra poco. Mi riferisco anche a coloro che, non praticando sport da praticamente una vita, decidono, colti da un’ondata di improvvisa voglia di fitness, di perdere 10 kg in due giorni e mezzo; seguendo le schede di allenamento più strampalate trovate a caso su internet, senza affidarsi ad un professionista. Come risultati si otterranno nel migliore dei casi DOMS, dovuti ad un allenamento eccessivo;  altrimenti possono sopraggiungere anche contratture, stiramenti, distrazioni muscolari e via dicendo.

Come evitare tutto questo? Semplice: iniziando PER GRADI.  Non si può pretendere dal proprio corpo di eseguire tutto l’ allenamento che non abbiamo fatto in 20 anni, in soli 40 minuti. Si comincia secondo le proprie capacità e concedendoci IL GIUSTO RIPOSO. Se sentite di atleti che si allenano tutti i giorni, o anche due volte al giorno, è perché sono arrivati a quella condizione GRADUALMENTE.

Una precisazione va fatta per l‘allenamento con pesi “fai da te”: spesso si va incontro a tendiniti o infortuni a causa dell’ uso spropositato. Questo perché l’allenamento produce un sensibile miglioramento delle prestazioni anche a distanza di pochi giorni o settimane; quindi in breve tempo saremmo tentati di incrementare il peso usato o il numero di ripetizioni. Purtroppo però i nostri muscoli, i tendini e i capillari ci mettono settimane, mesi, anni per cambiare la loro struttura (come aumentare le loro dimensioni, ad esempio ) aiutandoci a supportare carichi sempre maggiori senza andare incontro a infortuni. Il mio consiglio è affidarsi sempre ad un professionista qualificato che possa seguirvi passo passo ed evitare che ciò accada.

Superallenamento

Una particolare condizione di allenamento eccessivo, invece, è superallenamento; una condizione psico-fisica che colpisce prevalentemente atleti d’ élite: in questa fase l’ atleta accusa stanchezza e depressione. Sopraggiunge quando coincidono una serie di fattori, tra i quali: aumento non adeguato della frequenza o intensità dell’ allenamento o delle gare; stress derivante da situazioni professionali, relazionali o malattie. Viene classificata come una vera e propria sindrome e si nota in questa fase un calo delle prestazioni dell’atleta, anche continuando o aumentando l’ allenamento.

Il superallenamento si divide in due forme: basedoviano (espressione del sistema simpatico) e addisoniano (espressione del sistema parasimpatico).

Il primo si caratterizza da processi di eccitazione, come diminuzione del peso corporeo; diminuzione del sonno e dell’ appetito; aumento del battito cardiaco; tremore; emicrania; apnea sotto sforzo; palpitazioni ecc. Il secondo può essere silente e difficile da diagnosticare, perché in condizioni di riposo non si presentano sintomi; viene caratterizzato comunque dalle funzioni inibitorie, come bradicardia e affaticamento esagerato rispetto allo sforzo.

 Se riconosciuti e trattati nella maniera corretta, generalmente si ritorna nella situazione di normalità in una/due settimane ( basedoviano) e in alcune settimane fino a diversi mesi (addisoniano); in entrambi i casi la ripresa all’ allenamento deve essere fatta in maniera graduale.

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